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Analisi intraday di volumi e aree di prezzo

Giovanni Lapidari - 15/10/2007 10.25.00
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 Con questo mio articolo desidero portare all'attenzione dei lettori alcune "sottigliezze" operative che spesso, anche in contesti non facili, possono aiutarci a fare la cosiddetta differenza. Come ho spiegato nel primo intervento dell'8/10, il 95% dei miei trade si conclude intraday. Operare in intraday è molto difficile. Bisogna ridurre i time frame di osservazione, e ancora di più quelli di entrata in posizione, con il rischio concreto di incappare nei falsi segnali.

Allo stesso modo, tutti i trader sanno che molti movimenti dei prezzi hanno una componente intrinseca di erraticità, in particolar modo quando - come accade in questi giorni - i mercati affrontano livelli di prezzo attorno ai quali la maggioranza degli operatori fatica ad assumere posizioni chiare. Chi trada il future Dax si domanda : e, ora , consolidata la psicologica quota di 8.000, andiamo allegri a rivedere i vecchi massimi di 8.200 o aspettiamo ancora un po' ? Lo stesso interrogativo vale per il gemello Eurostoxx 50, che si avvicina con grande lentezza, in punta di piedi direi, a 4.500; anche a questi prezzi c'è un dibattito sulla sostenibilità del rialzo successivo al Bernanke Put del 18 settembre. Ragionando in termini di onde impulso e ritracciamento, sembrerebbe esserci spazio per arrivare almeno a  4.700, quindi 200 punti da adesso. Se questo avvenisse con il probabile rally di fine anno, sarebbe una performance di 11,3% per il 2007. Siamo in linea con quello che il mercato può dare, considerando anche i fattori macro (tassi, cambi, inflazione).

Il dilemma è cosa può succedere da qui a fine mese, massimo metà novembre, e una anticipazione l'abbiamo avuta giovedì sera alle 20 negli Usa, dopo il downgrade di alcuni titoli cinesi quotati sul Nasdaq : potente inversione del mercato (67 punti di range in 3 ore !), chiusura con - 1,38%, e il giorno dopo reazione come se nulla fosse a 1,56%. Quindi potremmo entrare in un periodo di rinnovata volatilità, e questa è una cosa che con l'essere long non va molto d'accordo.

La conseguenza è che sempre più mi convinco che l' attuale rialzo dei mercati è per lo più pilotato, e non strutturale. Dal punto di vista grafico continuo a vedere stanchezza e volumi poco convincenti mano a mano che si sale. Ho la netta sensazione che gli strappi degli indici siano "costruiti", con la complicità delle varie Fed, Bce and co. (annunci, rifinanziamenti di liquidità, interventi dei governatori, ecc), per distribuire lentamente ai trader meno informati (cioè noi) il picco di gain della giornata, intervenire successivamente con manovre di inversione - che codificate nei pattern ci mandano fuori strada e fanno scattare quantità industriali di stop - e poi il giorno dopo ripetere il giochino ricreando una manovra rialzista. Mi sbaglierò, ma ne vedremo diverse di giornate così.    

Ma torniamo al trading intraday: in questo momento suggerirei di operare quasi unicamente sulle aree di volume e su chiare indicazioni di divergenza prezzi/indicatori. Per rendere meglio l'idea, vorrei mostrare un grafico del future euro dollaro di venerdì mattina.

 

 

 

 

 

 

 

 

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