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Un Approccio Frattale dietro l'Analisi Tecnica

Filippo Moruzzi - 14/01/2010 16.00.00

Ancora oggi, nell’era del trading on-line, che mette a disposizione degli operatori le più moderne tecnologie, resta acceso il dibattito sulla natura dei mercati finanziari. Le due teorie prevalenti e contrapposte assumono, da un lato, un andamento regolare delle quotazioni determinato dal continuo flusso d’informazioni e dall’altro un random walk dei prezzi delle attività finanziarie, cioè un insieme di trend discontinui ed imprevedibili.

I tradizionali modelli di schematizzazione della realtà dei mercati entrano però in crisi nel momento in cui si trovino a dover descrivere eventi di particolare intensità che si verificano periodicamente e che venivano in passato archiviati come anomalie del sistema degli scambi.

A titolo di esempio si pensi a tutti i fenomeni di bolle speculative che hanno caratterizzato (e continuano a caratterizzare) l’intera storia dei mercati finanziari.

Alla luce delle criticità dei modelli classici, già da tempo si riconosce la validità di una costruzione teorica più complessa, che nella diatriba sulla natura più o meno casuale dei mercati si pone nel mezzo: la Fractal Market Hypothesis (FMH).

La FMH nasce come alternativa alla teoria del mercato efficiente a partire da un’audace considerazione: la geometria frattale può riuscire ad interpretare la natura dei mercati finanziari così come riesce a descrivere con accuratezza ogni altro aspetto del mondo che ci circonda.

L’idea portante di questo nuovo tipo di approccio fu lanciata dall’uomo che viene riconosciuto come il padre dei frattali: il matematico Benoît Mandelbrot.

Fu infatti Mandelbrot a costruire per la prima volta un modello in grado di leggere le serie storiche dei prezzi delle attività finanziarie in chiave frattale.

Quel modello, tutt’oggi utilizzato dall’analisi frattale dei mercati, si basa su variabili in grado di seguire trend e cicli ma spesso soggette a cambiamenti di direzione repentini ed improvvisi.

A questo punto è utile capire quali sono i principi che rendono possibile l’applicazione della geometria frattale allo studio del trend degli strumenti finanziari. Per fare questo è indispensabile inquadrare brevemente un concetto chiave: la definizione di frattale.

Un frattale è un oggetto geometrico costruito attraverso il frazionamento e la successiva ripetizione su scala ridotta di una forma iniziale (c.d. fenomeno di auto-similitudine).

I frattali sono oggetti estremamente irregolari e frammentati, che rimangono tali qualunque sia la scala alla quale si esaminino (alcuni esempi sono la struttura di un fiocco di neve vista al microscopio, la forma che assumono i fulmini e quella dei fiumi con un complesso di affluenti).

È proprio il fenomeno di auto-similitudine a costituire la chiave di volta della FMH: applicare i concetti della geometria frattale all’analisi delle serie storiche significa infatti ricercare l’auto-similitudine all’interno delle formazioni grafiche dei prezzi.

In altre parole, si dovrà sottoporre i grafici degli strumenti finanziari ad un osservazione su scale diverse; come è intuibile, il parametro utilizzato per far variare la scala sarà il tempo. Nella pratica ciò significa andare ad analizzare il grafico di un determinato strumento finanziario utilizzando diversi time-frame (si partirà da uno o più intervalli temporali intraday per poi passare alle configurazioni giornaliera, settimanale, mensile ed annuale) con l’obiettivo di individuare formazioni di prezzo che restino invariate nei vari archi temporali.

Le osservazioni empiriche condotte sui grafici di tutte le tipologie di attività finanziarie hanno evidenziato la presenza di un certo grado di auto-similitudine all’interno delle serie storiche dei prezzi.

Forte di tale certezza, la FMH sostituisce all’ipotesi di efficienza dei mercati quella di stabilità con l’obiettivo di costruire un modello di dinamica dei prezzi che risulti maggiormente in linea con le osservazioni empiriche.

Un’importante considerazione che accompagna la FMH è che sia possibile spiegare la natura dei mercati attraverso i due parametri che più influenzano le scelte d’investimento degli operatori: la liquidità del sistema e l’orizzonte temporale.

Grazie a questo approccio il modello è in grado di incorporare tutti quei fenomeni transitori e di difficile comprensione, primi tra tutti i crash e le bolle speculative, inquadrandoli come il risultato di squilibri tra le varie classi di investitori.

Fondamentale per l’equilibrio del mercato è infatti l’esistenza di un numero sufficientemente ampio di operatori (che forniscono liquidità al sistema) distribuiti su vari archi temporali di riferimento. Quando si registra una carenza di operatori su un determinato orizzonte temporale si ha un incremento della volatilità fino a che il mercato non raggiunge un nuovo punto di stabilità.

Nel processo di formazione del prezzo di equilibrio il modello frattale attribuisce grande importanza al ruolo dei fondamentali ed ipotizza un approccio maggiormente vicino alla realtà per quanto riguarda la circolazione e l’utilizzo delle informazioni da parte degli operatori: si assume infatti che i prezzi delle attività finanziarie non incorporino a priori tutte le notizie presenti sul mercato e che gli individui interpretino ed utilizzino con modi e tempi diversi il set informativo disponibile, generando flussi d’informazione discontinui.

Da questa breve trattazione l’ipotesi dei mercati frattali sembra voler costruire una nuova via d’indagine dei mercati finanziari.

Ad una più attenta riflessione possiamo però individuare anche in alcuni strumenti comunemente utilizzati per l’analisi dei grafici di Borsa quelli che sono i fondamenti della FMH.

Basti pensare all’approccio dell’analisi ciclica o, ancora meglio, alla Teoria delle Onde di Elliott.

Quest’ultima infatti scompone i trend in cicli di onde rialziste e ribassiste inserite in movimenti di portata sempre maggiore rispetto all’arco temporale di riferimento.

La tecnica di suddivisione del trend primario in sotto-cicli sempre più piccoli e di durata sempre minore altro non è che una conferma della presenza del fenomeno di auto-similitudine nei grafici.

È affascinante rendersi conto di come un modello nato con l’intento di rompere i ponti con il passato fornisca in realtà una solida base teorica all’utilizzo degli strumenti di analisi tecnica.

L’analisi frattale non ha la pretesa di fornire una previsione certa agli andamenti di Borsa, ma offre un inquadramento maggiormente realistico delle condizioni del mercato anche alla luce della crescente complessità delle piazze di scambio internazionali dovuta alla creazione di prodotti finanziari sempre nuovi e al perfezionarsi del processo di globalizzazione.

La FMH ha poi anche una valenza simbolica in quanto ha il merito di dare all’analisi di Borsa più autorevolezza e il rigore del metodo scientifico.

Buon Trading a Tutti.

Commenti all'articolo

  • Argomento interessante e condivido l'invito a sviluppare questo tipo di analisi che potrebbe aiutare ad interpretare meglio e soprattutto da un punto di vista "diverso" gli stessi andamenti / eventi che influenzano i mercati finanziari. Grazie e spero che l'argomento venga sviluppato .
    Guido - 18/01/2010 20.26.00
  • Sono anch'io convinta che attualmente l'analisi tecnica tradizionale non basti più; ma sarebbe necessario un buon libro sull'analisi frattale, che è ancora troppo poco conosciuta. Scrivetelo!!! grazie e cordiali saluti Elvira Querzola
    Elvira Querzola - 18/01/2010 19.12.24
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