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L'atteggiamento mentale di un mini-day trader

Nicola D'Antuono - 11/09/2007 15.22.00
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Come già ampiamente accennato con il corso di presentazione al mini day-trading, la facilità di accesso ai mercati finanziari è oggi disarmante. Chiunque, disponendo di una connessione internet e un conto di qualche migliaia di euro (utilizzando la leva addirittura si può cominciare con poche centinaia di euro!), può operare in borsa. Non è richiesto nessun curriculum altisonante, né un quoziente intellettivo sopra la media. Il mondo finanziario è aperto a tutti, con i suoi pro e contro.

L'obiettivo di questo corso è mettere in luce un argomento dalla straordinaria importanza, un must per chi avesse intenzione di intraprendere una carriera da professionista in borsa: l'atteggiamento mentale di un mini day-trader.

La mancanza di barriere all'entrata sembra spianare le porte a chiunque, ma la strada verso una speculazione di successo può presentare forti insidie sia sotto l'aspetto economico che psicologico. I mercati non regalano soldi, anzi non vedono l'ora che un nuovo partecipante metta piede all'interno di un circolo vizioso dove basta poco tempo per uscirne con le ossa rotte. 

La maggior parte delle persone si affaccia in modo sfrontato e arrogante sui mercati finanzari, magari consapevoli dei successi ottenuti nel proprio lavoro il che fa presagire loro di gustare in poco tempo un nuovo successo con uno sforzo minimo. In realtà, il più delle volte le delusioni sono roventi e penalizzano maggiormente il capitale psicologico, ancor prima di quello economico. Perché mai dovrei perdermi in noiosi preliminari fatti di studio continuo e auto-disciplina se posso ottenere in pochi secondi una gratificazione immediata (tradotta in soldoni) con un semplice click sul mouse? Il desiderio di provocare una scarica di adrenalina, che attraversi tutto il nostro corpo fino a giungere al cervello, diventa maggiore di qualsiasi altra necessità. Sono davvero pochi (le statistiche parlano di una cifra compresa tra il 3 e il 5% del totale) coloro che hanno un atteggiamento di rispetto verso la borsa e che inquadrano questa disciplina come un vero e proprio lavoro. Questi pochi intimi capiscono che prima di iniziare a operare con denaro reale bisogna costruirsi una base solida fatta di studio e disciplina. Il mercato è una controparte spietata che mette a nudo le nostre debolezze mentali, le nostre paure, le nostre insicurezze. Nei momenti di difficoltà dovremo cavarcela da soli, senza che nessuno possa darci una mano. E, alla fine, il prezzo da pagare è sempre molto alto...

Sembra un quadro tragico e pessimista sulla nostra reale portata di diventare un mini day-trader di successo. In realtà, queste righe sono servite a inculcare nella mente di tutti voi un concetto che ritengo possa fare la differenza tra un trader professionista e un trader dilettante: la corretta preparazione mentale e la giusta percezione dei rischi.

Il primo passo fondamentale sta nell'intervenire sulla sfera delle influenze, provocate dagli eventi, dove è possibile un nostro intervento concreto. La mente umana è più sensibile all'influenza degli eventi negativi che di quelli positivi. Mi spiego. Supponiamo di dover guidare una macchina per raggiungere un determinato posto. La consapevolezza di avere le capacità di raggiungere il luogo prefissato ci porta a compiere questa azione in maniera semplice e spontanea. E' come se le informazioni di come svolgere questo compito siano innate e immagazzinate a priori nel nostro intelletto. Ma a nessuno di noi viene  in mente l'idea di poter incorrere nella sventurata ipotesi di un incidente, un evento negativo che è possibile correlare alla suddetta azione. Cosa c'entra questo esempio con il trading? C'entra, c'entra eccome.

Se svolgiamo l'attività di mini day-trader con la costante paura di sbagliare saremo sempre influenzati dalla percezione dell'evento negativo e dal dolore che potremmo provare compiendo questa azione. Dunque, il dolore di evitare un'azione diventa maggiore del piacere di riuscire a svolgerla in maniera positiva. La fobia di premere il tasto buy o sell è un atteggiamento da evitare. Se abbiamo un metodo stabilito ex ante che ci segnala la possibilità di entrare su un titolo, non dobbiamo assolutamente essere influenzati dal dolore di poter fallire in questa operazione! E' una sfera di influenze sulla quale non possiamo intervenire. La mancanza di coraggio può diventare estremamente pericolosa. Un mio amico (nonché ottimo trader) di Napoli, nei momenti di difficoltà, ripeteva sempre: <<Se perdi il coraggio hai perso tutto, se sbagli un'operazione non hai perso niente!>>.

La conoscenza di se stessi è un altro elemento indispensabile da aggiungere alla nostra personale "cassetta degli attrezzi" relativa al self management. Già 2000 anni fa, nell'antica Grecia, Socrate diceva: <<Conosci te stesso, se non ti conosci non conosci nulla...>>. Ciò presuppone un viaggio introspettico costante, un one-to-one con il nostro "io interiore" utile per conoscere meglio la nostra predisposizione mentale. Innanzitutto, come dice il famoso trader americano Joe Ross, bisogna rispondere sinceramente a una semplicissima domanda: <<Perché faccio trading?>>. La mia risposta è: <<lo scopo è ottenere piccoli profitti costanti e duraturi, che nel corso del tempo mi permettano di accumulare un capitale di tutto rispetto, salvaguardando allo stesso tempo le mie risorse economiche e psicologiche>>. Nulla di più vero. Il fine ultimo della nostra attività di mini day-trading rimane sempre il ritorno economico. Guai se non fosse così. Come già ripetuto più volte, questa attività deve essere considerata alla stregua di un lavoro a tutti gli effetti. Ritenere che il mini day-trading sia un hobby o addirittura trasformarlo in una droga da gioco (stile casinò) ben presto provocherà effetti devastanti alla nostra psiche e alle nostre tasche...

Rimanendo nell'ambito dell'auto-analisi, bisogna capire il nostro modo di comportarsi nel momento in cui si manifesta un evento, sia esso positivo o negativo. Si parte dal presupposto che il mercato sia un'entità al di fuori del nostro controllo (ricordate la sfera delle influenze?), quindi come ci comporteremo all'avverarsi di determinate situazioni? Supponiamo di aver rispettato appieno il nostro piano ma che purtroppo sia stato beccato il nostro stop loss. Come reagiremo? Saremo irrascibili oppure consapevoli che si tratta pur sempre di un avvenimento fisiologico? Ce la prenderemo con noi stessi, con il mercato o cosa? E' importante capire il modo in cui si reagisce alle situazioni, magari tenendo un diario aggiornato delle nostre emozioni e dei sentimenti provocati da: grossi guadagni, piccoli guadagni, grosse perdite, piccole perdite, ecc. Le informazioni che ne scaturiscono saranno utili per lavorare sulla nostra personalità allo scopo di rendere il nostro trading sempre meno stressante. Riducendo l'emotività si potrà raggiungere uno status di disciplina ferrea che ci permetterà di controllare il rischio e le posizioni (trades) nel miglior modo possibile.

A presto con le prossime lezioni!

(articolo estratto dal sito www.miniday-trading.it)

 

Per ulteriori approfondimenti, commenti, formazione e/o consulenze potete contattarmi agli indirizzi di posta elettronica: nicola82@fastwebnet.it oppure info@miniday-trading.it.

 

Buon trading a tutti!!!

 

 

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