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La caduta dei giganti

Renato Paludetto - 02/07/2008 19.03.00
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La sequenza di massimi e minimi decrescenti non lascia spazio a molti dubbi circa il trend intrapreso. Dopo aver rotto il supporto collocato sopra i 6350 punti ora è iniziato il viaggio inesorabile verso i 6250 punti, nuovo pavimento di una certa consistenza.

Ma la considerazione da fare adesso è una sola. I livelli di guardia sono stati irrimediabilmente superati, e quindi è assai probabile che sia iniziato un nuovo ciclo di ribassi. Non ci sono elementi allo stato attuale per ritenere che i vecchi supporti, ora diventati resistenze, possano essere riagguantati in breve tempo.

In psicoeconomia esistono dei meccanismi autorigeneranti simili a dei loop, per cui più il mercato vende e più attira nuove vendite. Se perfino i rimbalzi tecnici fanno fatica a prendere corpo, non ci si può certo aspettare un ritorno ai livelli abbandonati precedentemente. E' partita una sorta di corsa alle scialuppe che si sta allargando a macchia d'olio. Una delle principali ragioni è data dall'inesorabilità della crescita del prezzo del petrolio, in dispetto a tutte le voci di bolla che girano da settimane.

 

 

 

 

Ho visto bolle durare e gonfiarsi per anni prima di esplodere, e quella di internet e dei titoli tmt USA sono solo un esempio. Certo ci può essere una bolla "oil" in corso, ma la domanda da farsi è un'altra: quando scoppierà? Fra una settimana o fra un anno? E nel frattempo come ci dovremmo comportare?

Nel grafico si possono osservare dei fatti a supporto della tesi bolla: fino alla seduta del 26 giugno i picchi dei volumi risultano in corrispondenza dei rialzi, mentre dal 27 li osserviamo in corrispondenza di movimenti ribassisti. Sono segnali confortanti, ma è troppo poco. Nello stesso grafico infatti, il petrolio è passato dai 137 ai 142, guadagnando cinque dollari in cinque giorni senza fare più scalpore...
Per concludere osserviamo l'andamento dei nostri quattro indici nelle ultime 5 sedute:

 

 

 

 

Dow e Nasdaq hanno fatto mediamente peggio degli indici europei, fino al punto di perdere il doppio rispetto allo S&PMib. Individuiamo tre fasi principali: la forte discesa del 26 giugno, l'assestamento laterale (non rimbalzo) del 27 e 30 giugno e poi l'inizio di un nuovo ribasso il 1° luglio. L'attesa di un rialzo dei tassi da parte della BCE dato ormai per certo, unita alle previsioni di un'identica mossa anche da parte della Fed a breve termine, vanno ad aggiungere ulteriori tinte fosche ad un mercato che in questi momenti è assolutamente da evitare. Meglio aspettare che il VIX scenda dall'attuale 25%!!

 

Sentiment previsto per la prossima settimana: diffidenza crescente.

Sono in pochi ad aspettarsi un rimbalzo consistente.

Renato Paludetto (http://www.renatopaludetto.com/)

ã 2008 (riproduzione riservata)

 

 

 

 

 

 

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