Cautela sull'agricoltura
Avevamo appena finito di parlare dei rischi sempre maggiori connessi ai mercati commodities (http://www.toptrader-mag.com/ttm/tutti-gregge-commodities) che subito si ha un bel sell-off su oro e petrolio di circa il 10%. C'era da aspettarselo vista la quantità pazzesca di posizioni nette lunghe, la ripresa dei mercati azionari (nutriti con gigantesche botte di ossigeno da parte delle banche centrali) e lo smantellamento di un po' di posizioni ribassiste sul dollaro. È interessante notare come su altri mercati la fase di ritracciamento stia andando avanti da qualche settimana: parliamo dei cereali, dove è da inizio marzo che non si vedono più nuovi massimi.
Il movimento non è casuale: ha coinciso con l'inizio della stagione in cui in Usa (tuttora maggiore produttore mondiale di cereali) vengono piantati i nuovi raccolti. Sondando un minimo gli esperti del settore pare improbabile che quello che stiamo vivendo adesso sia semplicemente un po' di presa di profitto. Quest'anno infatti sulle tre principali coltivazioni nord-americane (semi di soia, frumento e mais) ci si aspetta un incremento della superficie coltivata di diversi milioni di acri. Dunque se tutto va bene dovrebbe cominciare a rattopparsi l'equilibrio domanda/offerta che negli ultimi anni è stato paurosamente a favore dei produttori, grazie anche ad alcuni elementi eccezionali. Ricorda infatti Vic Lespinasse, trader su floor del CBOT e analista presso Grainanalyst.com:" I semi di soia sono passati nel giro di pochissime settimane da quasi 16 dollari per bushel a poco più di 12, un movimento del genere non è casuale, d'altronde va ricordato che ad esempio è vero che gli stock di frumento in usa sono ai minimi degli ultimi 60 anni, ma è altresì vero che a ciò hanno in parte contribuito 2 anni di siccità in Australia, dove la produzione nello stesso periodo si è dimezzata".
Proprio il fattore clima appare dunque fondamentale in queste settimane per capire dove andrà a situarsi il delicato equilibrio di mercato. Sempre Lespinasse ricorda che:" Il 31 marzo esce un report fondamentale del USDA, il dipartimento americano dell'agricoltura, sulla situazione del nuovo raccolto, problemi seri in questa fase da un punto di vista climatico potrebbero innestare una nuova ondata di rialzi, altrimenti non mi sorprenderei se i massimi recentemente toccati restassero tali per il prossimo anno".
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