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Cosa sta succedendo in Cina

Boris Secciani - 30/05/2007 13.03.00

Avevamo appena qualche giorno fa commentato le esternazioni di Greenspan sul mercato azionario cinese, che il governo, nel tentativo di fermare l'orgia speculativa, ha alzato le tasse sulle transazioni di Borsa. A questo proposito abbiamo sentito Mr. Shaun Rein, fondatore e Ceo di China Market Research, società di consulenza per investitori istituzionali sul mercato cinese. Mr. Rein vanta un'autorità di tutto rispetto sull'argomento, e devo personalmente ammettere che la sua visione contraddice quanto da me affermato pochi giorni fa sulla relativa scarsa incidenza del mercato locale sull'andamento dell'economia cinese:" Il problema di base è che il mercato delle azioni A è eccessivamente inflazionato allo stato attuale, tranquille madri di famiglia si fanno venire l'acquolina in bocca e corrono a mettere i risparmi di famiglia nel mercato. Si sentono voci di cameriere che si sono licenziate per impiegare tutto il loro tempo e denaro facendo day-trading".

Dunque le valutazioni delle aziende sono completamente irreali, situazione a cui contribuisce anche il livello piuttosto embrionale dei mercati dei capitali:" Le valutazioni del segmento A sono fuori controllo, a causa del diluvio di nuovo denaro. Parte del problema è che, a parte l'immobiliare, il Cinese medio non ha praticamente altri modi per investire i propri soldi. Il sistema finanziairo è troppo sottosviluppato e gli interessi sui depositi bancari sono troppo bassi. Il risultato finale è che, se non si hanno a disposizione abbastanza soldi, per comprare case, l'unico altro modo per accrescere la propria ricchezza è quello di investire in azioni. Sfortunatamente la maggior parte degli investitori non ha le conoscenze adeguate per farlo e assume che siccome l'economia cresce, anche il mercato azionario debba farlo. Le aziende vengono prezzate più sull'ottimismo che tramite una solida analisi".

Dunque il problema parrebbe più profondo di quello che a una superficiale analisi può apparire, nel senso che a differenza di altri mercati emergenti a dominare i volumi non sono fondi esteri bensì la domanda locale a livello retail, con una folla di trader retail diffusa ormai anche in classi sociali non certo abbienti, conclude Mr. Rein:" La preoccupazione è che se qualcosa va storto, gli investitori andranno in panico e usciranno dal mercato con molta rapidità, causando un'improvvisa ed elevata perdita di ricchezza per persone come quelle cameriere citate prima, che non se lo possono permettere.

Il governo sta implementando misure come la stamp duty per frenare un po' l'ottimismo. Oggi i prezzi sono calati, c'è però bisogno di altre misure". A questo punto speriamo però che la cura non accoppi il paziente.

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