L'imminente stagione degli utili americani
Un interessante articolo oggi è comparso su www.cnbc.com, circa l'inizio della stagione degli earnings del secondo trimestre. In breve ci si aspetta una crescita dei profitti delle società dell'S&P 500 pari al 4,4%. Questo è il consensus ufficiale. Il valore viene considerato artificialmente tenuto basso per battere le aspettative. Questo è accaduto molte volte nella storia di Wall-Street, l'ultima la precedente trimestre quando gli earnings sono cresciuti del 7,8%. Cifra che potrebbe realisticamente ripetersi anche per il periodo marzo-giugno. Come si può capire si tratta comunque di valori in calo rispetto agli ultimi anni quando si è battuto il record storico di trimestri con crescite a doppia cifra percentuale di fila.
Dunque un mercato azionario americano in moderato rallentamento di profittabilità, anche se sempre solido. Compattezza che sembra evidenziata anche dal buon debutto di Blackstone e dall'andamento solido delle Ipo in generale. Certo vi è una recessione nel comparto immobiliare americano (vedremo i segnali da esso provenienti alle 16 di oggi) però finora ciò non si è manifestato nel crollo temuto dei consumi domestici.
Le società americane sono sempre più internazionalizzate, avevamo già parlato di questo aspetto in un altro articolo: non a caso il settore con le migliori attese è quello dei titoli industriali (su cui paiono tutti gli investitori istituzionali) decisamente bullish, seguito dal comparto hi-tech, ormai uno dei più solidi del mercato americano, nonostante il Nasdaq continui sempre a non offrire chissà che prestazioni.
A questi elementi aggiungiamo però che delle 15 società che hanno riportato gli utili finora 8 hanno mancato il target, cosa che fa temere (per quanto il campione sia minuscolo) che qualche brutta sorpresa possa nascondersi in Corporate America. La nostra previsione è che tutto ciò che succederà sarà un po' di polverone, sotto forma di un aumento del valore del Vix, ma che poi non cambierà molto a livello di quotazioni.
Certo un calo delle quotazioni del 5% potrebbe avere degli effetti piuttosto brutti sul mercato italiano, che sembra cercare solamente scuse per scendere.


