Intervista ad Alessandro Perli autore del libro pattern trading
1. Breve presentazione del suo curriculum formativo e professionale
Oltre alle informazioni presenti nel libro,aggiungo che ho 31 anni.
2. pattern di prezzo e candele giapponesi: quale differenza ?
I pattern sono modelli composti da una più barre (o candele)di prezzo di un titolo che
preludono ad un'inversione o ad una continuazione del movimento in atto.
L'obiettivo principale dell'analisi tecnica giapponese è la descrizione dello stato di equilibri
o disequilibrio tra compratori e venditori.
3. ho visto che nel libro non vengono presentati test di portafoglio: perché?
L'impossibilità di generare un trading system a causa dell'elaborata gestione della posizione (come nel mi libro)rende necessari effettuare i conti manualmente;ciò produce un numero elevato di pagine per dover riportare i risultati trade per trade.Senza tenere conto
del fatto che si dovrebbero aggiungere i risultati non sol di quando il segnale scatta in
giornata,ma anche di quando si aspetta pure due giorni (negli esempi applicativi illustrati
nel mi libro si può notare che se il segnale deve scattare il giorno 0,attendo al massimo
fino al giorno 1,mentre se il segnale deve scattare il giorno 1,attendo al massimo fino al
2). Per qualche pattern,ad esempi il 50,è preferibile lasciare come termine,per il segnale di entrata,la barra 0 (o il segnale scatta in giornata o si lascia perdere il trade).
E poi c'è la questione degli stop. Come si vede le variabili da utilizzare sono molte e su un
libro di 150 pagine andare ad inserire quasi altrettante pagine per mostrare i risultati non mi sembra il caso.
4. esistono pattern che funzionano meglio su alcuni strumenti piuttosto che altri ? O il pattern è universale ? Ho visto numerosi esempi su azioni: che differenza tra i pattern sulle azioni e sui derivati ?
Non ho mai osservato come questi pattern funzionino su derivati,intraday o altro,dato che il mio interesse è rivolto solamente ai grafici daily dell'azionario Italia.
5. Il pattern funziona sempre nello stesso modo o dipende dal rumore che sta nelle serie storiche dei prezzi: mi spiego meglio, un pattern può funzionare per 1 anno su un titolo azionario e poi smettere di funzionare per altri 3 anni e poi riprendere, in dipendenza dalla maggiore liquidità / volatilità del titolo. Quindi, ammesso e non concesso questo sia vero, dovrebbe esserci a monte un criterio per selezionare QUANDO e QUALE TITOLO prima di QUALE pattern.
Certo,un pattern può funzionare per x anni,smettere e poi riprendere o addirittura cessare di funzionare.La volatilità potrebbe essere un fattore condizionante,ma per scoprirlo servirebbe uno studio approfondito su tale tematica.
Le strategie di trading che si basano sui pattern richiedono una componente discrezionale.Il problema principale è sempre il solito:aumentare le probabilità di riuscita del trade.Come fare? 9/12 dei miei pattern sono di inversione;per aumentare le probabilità di successo,oltre a verificare il comportamento passato del pattern in un titolo,se possibile,verifico se appare in zone di supporto/resistenza,in prossimità di trendlines, ecc...ed eventuali divergenze su RSI,Stocastico,Momentum,OBV e MACD.
6. Quali sono i pattern più "universali", ovvero che funzionano su la maggior parte degli strumenti nella maggior parte dei periodi ?
Considero strategie secondarie:Armageddon,Thunderbolt,HO-LO-R e V5. Quali sono
universali?I pattern non sono universali,funzionano a seconda dei titoli.
7. E' significativo tradare un pattern che funziona solo su un singolo titolo ?
Perché no?Significa che il pattern si ripete correttamente in quel determinato titolo.
Se in x anni le operazioni vincenti su un titolo con un determinato pattern sono state elevate
e nei successivi anni si mantengono ottime,perché non continuare a sfruttare l'occasione?
8. Quanti trade sono necessari in un system report per considerare valido un pattern ? Su che orizzonte temporale ?
Ho letto libri in cui si accettavano risultati con 2-3 manifestazioni del pattern in diversi anni
di orizzonte temporale;io preferisco che ci siano almeno 8-10 manifestazioni in 5 anni.
Penso che non esista un criteri generale in grado di stabilire quale sia il numero sufficiente.
Se effettuiamo un confronto con la buy and hold su un periodo di x anni,è possibile vincere
il confronto con 2 manifestazioni del pattern,e magari perderlo con 60. Inoltre ricordiamoci
che la buy and hold è attiva dall'inizi alla fine del periodo preso in esame, mentre un
trading system con i pattern non è di tipo stop and reversal (appena chiusa una posizione si entra con quella opposta,quindi non si esce mai dal mercato).Quindi anche in questo punto
va inserita la componente discrezionale per valutare il numero ottimale di apparizioni del
pattern.
9. Lei trada con soldi veri questi pattern ? Se si da quanto tempo e con quali risultati ?
Non costantemente dato che il mio lavoro principale è un altro.
I risultati?I successi sono stati maggiori delle sconfitte.
10. In che rapporto sta questo libro con il suo precedente di Michele Maggi "pattern di prezzo" ?
Michele Maggi è stato uno dei più grandi esperti italiani di trading;non penso neppure
lontanamente di potermi paragonare a lui.
Commenti all'articolo
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