Intervista a Valerio Peracchi: perchè il mercato Usa non crollerà
Cosa ci dobbiamo aspettare allora in termini di possibili massimi e minimi e prospettive di crescita per il 2008?
Teoricamente e tecnicamente parlando, vi sarebbero ancora spazi di crescita, sebbene l'ultima parte di correzione "non ci sia stata molto bene", nel senso che dopo il minimo di fine novembre, poco sopra i 1400 punti di indice, il mercato sarebbe dovuto rimbalzare almeno con un po' di convinzione in più, stante la tenuta dei minimi di agosto. Ora lo spartiacque è proprio quello: tra 1400/410 punti di Standard&Poor's500. Finché l'indice tiene quel livello possiamo davvero affermare "molto rumore per nulla", e allora ci saranno spazi per andare sopra 1520, prima, e 1560, poi, ma con un'ascesa più rapida e nervosa questa volta.
Un ragionevole obiettivo di crescita si situa circa a 1640 punti, dove transitano alcune proiezioni puntuali intermedie di Fibonacci. Vi sono poi altri target un poco più ambiziosi... ma un passo per volta: per converso, se quota 1400 non dovesse reggere, l'obiettivo sarà intorno ai 1320 punti. Oggi, in ogni caso, nella valutazione globale del sentiment, quest'ultima mi sembra ancora l'ipotesi meno credibile. Non posso scartarla a priori, ma mi stupirebbe molto, anche perché, negli USA, il negativo andamento del settore dei Financials (circa -20% nel 2007) è stato ampiamente controbilanciato per adesso dalle brillanti performance dei comparti della tecnologia, degli energetici e, per esempio, in questo momento, del settore agro-alimentare, con titoli interessantissimi. E i Materials? Nell'ultimo periodo un po' incerti, però terrei molto "sotto tiro" Freeport McMoRan (FCX), un mining puro che può essere un po' la cartina di tornasole "macroeconomica".
Cosa voglio dire con tutto ciò? Finché ci sarà questo supporto al listino, fornito dai "temi che vanno!" il collasso difficilmente potrà manifestarsi, anzi... E poi, mi lasci dire... ormai se n'è parlato troppo. Un crollo annunciato lei lo ricorda? Io, personalmente, no.
C'è chi sostiene che in realtà con i massimi degli scorsi mesi sull'S&P 500 abbiamo compiuto un doppio massimo e che in realtà in questi anni abbiamo vissuto un ritracciamento di un bear market secolare iniziato nel 2000, vede possibile un simile scenario?
Un doppio massimo così... storico... a livello di singolo indice è assai difficile da realizzarsi, anche perché presupporrebbe la violazione dei minimi del 2002 a 765 punti di S&P 500, altrimenti non potrà mai essere un doppio massimo completato, secondo i canoni più puri dell'analisi tecnica. Inoltre, se paragonassimo questa correzione a quella avvenuta negli anni '70, troveremo moltissime analogie, davvero moltissime. All'epoca anche il Dow Jones sembrò volere formare addirittura un "triplo massimo", tra l'inizio del 1973 e il 1980/81... guarda caso proprio sette/otto anni... 2000/2007?
Poi scese di circa un 20% e infine dal 1982 cominciò soltanto a salire, passando da quota 1000 a 11700 del 2000 e a 14200, fatto segnare proprio a ottobre dunque già dopo la crisi. Se vogliamo discutere dell'atipicità di questo bull market, sono pienamente d'accordo, ma il discorso si fa troppo complesso. Per cercare di rendere le cose il più semplice possibile, posso dirle che Elliott distinse tre tipi di onde: le "progressive", le "regressive" e le "proregressive". In effetti, questo movimento, dal 2003 a oggi, tendo più a etichettarlo come un'onda "proregressive", piuttosto che una vera e propria "progressive", penso che almeno qualcosa si possa intuire.
Il Nasdaq è stato la nota più positiva dell'azionario americano nel 2007, come vede impostato il Composite per il 2008 ?
Attualmente l'indice è intorno ai 2600/700 punti, con una serie di minimi ravvicinati, per ora crescenti, quindi ottimamente orientati. Vi è un grossissimo supporto in area 2540-2490 e una resistenza un po' meno forte all'altezza dei 2730 punti, ma questo lo possono vedere tutti. La battaglia vera si giocherà già proprio sui 2650 punti. Se gli altri mercati non subiranno i tracolli di cui parlavamo prima, superata e abbandonata definitivamente questa quota, non dovremo stupirci di vederlo, nel corso del 2008, anche sul livello dei 3000/3100 punti.
Adesso sembra tutto bloccato in un trading range; secondo lei quali livelli sull'S&P dovremmo toccare per avere un'idea un po' più chiara della direzione che il mercato sta intraprendendo? Quelli di cui parlava prima sono sufficienti?
Ha detto benissimo lei. In fondo, si è fatto tutto questo chiasso per un puro movimento in trading range che, se per assurdo non si fosse saputo nulla di bolla immobiliare, crisi finanziaria ecc. avrebbe intimorito ben pochi. Teoricamente un ritoccare area 1405 (minimi di agosto e novembre) non sarebbe da vedere con negatività. Anzi, si avrebbe modo di verificare ulteriormente la tenuta di questo mercato. Se quest'evento non si verificasse, nel breve i livelli chiave sono 1490/95 e 1520/25. Se il mercato si avvicinasse di nuovo a essi e fallisse un'altra volta, ecco allora che il trading range potrebbe continuare.
Mi attendo un movimento molto più direzionale dalla seconda metà di febbraio in poi., ammesso che il mercato, fino ad allora, rimanga invischiato in queste acque torbide che non fanno certo meritare la "bandiera blu", ma neppure portare a "bandire la balneazione"!
Grazie e buon anno a tutti.
Valerio Peracchi
Socio Ordinario SIAT (Società Italiana Analisi Tecnica)
http://www.webalice.it/valerio.peracchi/
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