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MERCATO POSITIVO MA I PERICOLI RESTANO TANTI

Sergio Sacchi - 29/07/2009 9.17.00

 

CANTORE (www.tk-it.it): MERCATO POSITIVO MA I PERICOLI RESTANO TANTI

 

 

Corrado Cantore, l'inventore delle evolventi paraboliche non appare troppo ottimista sui mercati finanziari come giustamente lo fu nello scorso gennaio allorché previde esattamente (come gli capita spesso per la verità) il punto di svolta e relativo rimbalzo borsistico. Le note negative infatti non mancano. Vero è che la maggioranza delle aziende ha superato le previsioni degli analisti ma General Electric e Microsoft hanno disatteso i risultati (per la seconda il fatturato è sceso del 29% sul trimestre precedente). Le 4 banche maggiori: Bank of America e Citi hanno raggiunto l'utile solo grazie a operazioni straordinarie, quanto a JP Morgan e Goldman Sachs l'utile deriva in larga parte dal trading sul patrimonio proprietario (3 mrd di dollari in un trimestre per GS), anzi per la precisione dal microtrading, operazioni che durano pochi secondi e gestite da un sistema di trading automatizzato che si basa su sistemi quantitativi. Tali sistemi potrebbero generare bolle in quanto si prestano ad alimentare eccessivamente il mercato e ciò potrebbe inficiare gravemente la stessa validità dell'analisi tecnica. Ma i 2 maggiori pericoli si chiamano deflazione e tassi bassi. Il rinvio di investimenti aziendali e acquisti dei privati espressione della sfiducia sull'economia e sulla convinzione che nel futuro si possano contenere i costi generano infatti il crollo dei fatturati e relativa deflazione. L'eccessiva riduzione dei tassi (Euribor e Bot inferiori all'1%) è dovuto al fatto della gelata dell'economia. E si notano pure qua e là segnali preoccupanti sul fronte delle obbligazioni governative: in Germania è capitato che i titoli di stato non fossero sottoscritti integralmente, negli USA per converso in 6 mesi essi sono aumentati dal 2 al 4% a causa della sfiducia verso il dollaro.

L'ipotesi preferita da Cantore per l'evoluzione della borsa è per un testa e spalla rialzista che porti a 1.200 punti lo S&P 500 a fine anno anche se il recente sfondamento di quota 950 è stato dovuto secondo lui ad una manovra delle banche "che fanno il mercato" che intendevano così neutralizzare, dando spazio eccessivamente ad un dato di poco conto (aumento delle case esistenti), l'effetto Microsoft. In subordine vi è l'ipotesi del doppio minimo che si concretizzerebbe nel prossimo settembre (con riferimento a marzo scorso). Tutto ciò purché i 2 grandi pericoli non si concretizzino facendo saltare l'economia.

Consigliata la diversificazione con le commodities.

Ulteriore dato preoccupante è che sia il '29, che il Nasdaq ed il Nikkei ai loro picchi di rispettivamente 5.200 e 39.000 punti erano triplicati nel quinquennio precedente, per fortuna non è il caso dello S&P 500 ma invece sì del Nyse 3000 (l'indice che raccoglie anche le aziende di media capitalizzazione statunitense).

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