Nell'occhio del "Tifone"
Questa volta tocca ad uno dei più grandi capolavori della letteratura europea del XXsecolo e cioè a Tifone di Joseph Conrad (Typhoon, New York, Putnam, 1902), a fungere da stimolo letterario alternativo ai tanti manuali di finanza che affollano la vostra mente. Tra le tante opere dell’autore polacco di adozione inglese, probabilmente, è la più conosciuta insieme a Lord Jim, Cuore di tenebra e La linea d’ombra, ed è quella che ha fatto conoscere al grande pubblico lo stesso autore come uno dei più grandi scrittori di avventure marine. Perché questa scelta, vi chiederete, beh, non ci vuole tanto a capire che probabilmente a livello economico e finanziario il nostro Paese si trovi nel bel mezzo di uno dei più grandi tifoni della storia. Siamo accusati da più fronti, non ultimo l’articolo del New York Times di essere il popolo più triste d’Europa perché il più vecchio, perché tecnologicamente più arretrato tra i Paesi del primo mondo, perché in perenne crisi economica.
E come dargli torto? In verità io non sono completamente d’accordo con i giornalisti statunitensi anche perché sono italiana e, come diceva anche Gaber, per fortuna o purtroppo lo sono, perché insieme a me porto anni ed anni di storia che ha reso grande nei secoli il nostro bello, seppur pazzo, Paese. È evidente che il malcontento in questo momento storico accomuna il 90% degli italiani, ma questo non basta a definirci il Paese più triste tra quelli sviluppati, come se la felicità di una persona dipendesse esclusivamente dall’uso che fa di internet e della tecnologica. Personalmente preferisco uscire a bere un bicchiere di vino e chiacchierare di persona con i miei amici piuttosto che starmene ore ed ore in rete, a parlare con persone di cui non conosco o rischio di dimenticarne presto il volto e la voce. Meglio lasciare stare questo giovane amor di patria e torniamo al vero filo conduttore di questo articolo.
Ancora più delle altre volte, questa settimana vi chiedo uno sforzo di immaginazione e di provare ad associare alle avventure del piroscafo Nan-Shan, che malauguratamente finisce nel bel mezzo di uno dei tifoni più potenti della storia, il vostro essere trader molto spesso vittima del titanismo dei più importanti uomini della finanza e dei giochi (controllati dall’alto) del mercato. Nel racconto di Conrad la tempesta irrompe carica di vitalità e verità, come se fosse un giudice, e toglie le maschere ad ogni individuo che incontra sul suo percorso rivelando la loro identità, la loro debolezza e la loro solitudine di fronte alle avversità della vita. La natura è potente ed imprevedibile, a volte, tanto da farci sentire inermi nonostante le ricerche scientifiche e le tecnologie diventino ogni giorno più sofisticate.
Ed è la stessa cosa per il mercato finanziario: le piattaforme si evolvono, i sistemi cambiano e con l’esperienza si studiano nuovi metodi di analisi grafica, ma questo non basta ad affrontare il mercato. Non basta a sentirsi imbattibili di fronte ad ogni tipo di avversità. Occorre saper affrontare con il giusto equilibrio il mare della finanza proprio per non incappare più negli stessi errori, proprio per uscire con i minori danni possibili dalla tempesta così da poter aver la forza di affrontarla di nuovo. E se non si è convinti di essere pienamente competenti, è meglio rimandare l’uscita in mare altrimenti i danni saranno irreparabili poiché, come recita un antico adagio inglese, “non esiste un buono e un cattivo tempo, esiste un buono e un cattivo equipaggiamento”.

