Private equity a tutta forza
A mio giudizio è molto interessante, per chi legge l'inglese, quest'articolo preso da Cnbc: http://www.cnbc.com/id/18683944
Al riguardo si possono fare alcuni commenti:
Nonostante tutto il valore totale delle transazioni nell'M&A è molto vicino, non ha ancora superato i livelli storici del 1999-2000, in linea con quanto fatto dalle borse mondiali. Un discorso diverso vale per i bonus degli investment bankers: Wall-street non è mai stata tanto ricca come oggi.
La spinta è data soprattutto dal settore in pieno boom del private equity, la considerazione scende nell'ovvio,
Considerazioni un po' meno ovvie si possono evincere leggendo l'articolo: a livello globale i gruppi di p.e. forniscono il 14% totale dei volumi delle transazioni, in America tale valore sale al 30%. In questo ambito (che sia un bene o un male le opinioni sono spesso diametralmente opposte) gli Usa sono ancora radicalmente più avanti che in Europa.
Sempre leggendo nell'articolo si può vedere come gli analisti di Merrill Lynch indichino una serie di società quotate che possono essere oggetto di possibili take-over, in pratica a Wall-street da un paio d'anni a questa parte c'è la caccia al titolo passibile di Opa, in cui molto spesso l'acquirente è un gruppo p.e. Si confronti a questo punto la situazione americana con il nostro cortile di casa: il p.e. sta crescendo in maniera robusta, con volumi al solito di gran lunga inferiori alla media europea. L'azione è però rivolta soprattutto all'acquisizione di società non quotate, rilevate da ricchi imprenditori famigliari. Molto è stato scritto sul ruolo svolto da questo peculiare tipo di investitori istituzionali nel passaggio generazionale delle aziende italiane. Sarebbe però interessante avere anche da noi transazioni che coinvolgono anche società quotate (si veda al proposito l'articolo di ieri del nostro Andrea Romani su Sabaf: http://www.toptrader-mag.com/ttm/sabaf-fondamentali-solidi-ottima-crescita). Avere anche qui take-over borsistici portati avanti da gruppi di private potrebbe aiutare la Borsa italiana a colmare il gap di rendimento avuto negli ultimi anni rispetto ad altre piazze europee.
Infine si noti come vengano indicati nell'articolo di Cnbc i rischi dello scoppio di una bolla speculativa, a causa dell'enorme ammontare diliquidità disponibile, dovuta anche al basso numero di insolvenze finora registrate. Anche in questo caso i lettori potranno confrontare con quanto dichiarato da David Fancourt, gestore di M&G: http://www.toptrader-mag.com/ttm/high-yield-bond-insolvenza-minimi-storici-europa

