Report Fida su Azioni e Futures della Borsa di Milano del 01 Settembre 2010

MERCATI
I mercati internazionali rimbalzano e lo fanno in modo consistente. Dopo una partenza in sordina i mercati europei hanno progressivamente guadagnato terreno nella prima seduta del mese allungando al rialzo dopo la pubblicazione dell’indice ISM manifatturiero che è inaspettatamente cresciuto in agosto (da 55.5 a 56.3 punti). Le stime ADP su un possibile calo occupazionale negli Stati Uniti non sono riuscite ad arrestare gli acquisti. A Wall Street il Dow Jones guadagna il 2.48%, lo SP500 avanza del 2.79%, e il Nasdaq segna un 2.90%. Le variazioni dei principali indici azionari del Vecchio Continente sono superiori ai due punti percentuali: CAC40 3.65%, DAX30 2.49%, FTSE100 2.55%. Anche Milano risente del clima di ottimismo che ha investito le altre borse: il FTSE MIB archivia le contrattazioni a 20,369.96 punti, 3.22%, e il FTSE All Share a 20,937.97, 3.06%. Gli acquisti si concentrano principalmente sui titoli del comparto finanziario: Azimut 6.04%, Ubi Banca 4.91%, Mediolanum 4.80%. Ottime performance anche per STM 5.53%, e Bulgari 4.80. Nessuna blue chip è in calo. Per quanto riguarda il mercato obbligazionario segnaliamo il ritracciamento del Bund tedesco e del T-bond americano. L’euro ha guadagnato terreno nei confronti delle principali divise estere: il cross euro/dollaro vale 1.28. Il petrolio è scambiato a 73.9 dollari al barile.

IT0001334587 B. MONTE PASCHI SIENA
All’interno del comparto bancario italiano, il titolo che ha mostrato i maggiori segnali di interesse da parte degli investitori alla presentazione dei dati trimestrali è stato il Monte dei Paschi di Siena. La bottom line ha registrato un utile netto in crescita a quota 119 milioni di euro, sopra le attese del mercato, grazie ai proventi straordinari di 187 milioni della vendita di 72 filiali al gruppo Intesa Sanpaolo e Banca Carige. Positiva anche la guidance del management, con il direttore generale, Vigni, che ha elogiato l’azione di ristrutturazione operata nel corso degli ultimi due anni, ribadendo un ritorno al dividendo nel 2010. Un risultato in parte già scontato dagli investitori, con la tendenza che si dimostra neutrale nel medio termine. Le quotazioni hanno assunto ad area di riferimento 1 euro. Oltre al ruolo psicologico che questo livello riveste, la sua significatività resistenziale è fornita dalla trend line ribassista di medio-lungo periodo che da un anno accompagna il calo dei prezzi. Al di là di questo ostacolo, un’altra importante sfida attende i corsi del Gruppo: l’area resistenziale compresa tra 1,04 e 1,08 euro. Se anche questo scoglio dovesse venir abbattuto i prezzi fornirebbero importanti segnali rialzisti i cui primi target sono posti in area 1,20 euro. L’erosione dei guadagni generati in corrispondenza della pubblicazione di conti costituirebbe invece un’indicazione negativa che rafforzerebbe il giudizio negativo sul trend di lungo periodo delle quotazioni.

FUTURES ITALIANI
Un’inattesa esplosione di positività ha colpito il cuore degli investitori. I possibili interventi delle banche centrali e le indicazioni di crescita provenienti dalle economie orientali hanno messo il turbine alle quotazioni dell’Equity, con il Fib che ha registrato un capital gain superiore al 3%. Operativamente lo scenario si complica nel breve termine e pertanto preferiamo temporeggiare, con una strategia rivolta ad imbrigliare le quotazioni del derivato, con un Sell Area a 20.700 punti ed un Buy Area a 19.950 punti.



