Report Fida su Azioni e Futures della Borsa di Milano del 15 luglio 2010

MERCATI
I principali mercati azionari perdono terreno. Nonostante JP Morgan abbia pubblicato una trimestrale migliore delle aspettative degli analisti, e che la Cina abbia comunicato di aver messo a segno una crescita del 10,3% nel secondo trimestre dell’anno, gli operatori hanno preferito vendere. Anche le richieste di sussidio di disoccupazione hanno fornito indicazioni incoraggianti, riducendosi di 29.000 unità nell’ultima settimana e tornando sui livelli dell’agosto 2008. Sull’operatività ha però influito la forte contrazione subita dagli indici Empire Manufacturing e Philadelphia Fed, che ha messo in ombra la crescita della produzione industriale negli USA ( 0,1% m/m in giugno). A Wall Street il Dow Jones cede lo 0,83%, lo SP500 registra un -0,86%, e il Nasdaq -0,89%. Le borse del Vecchio Continente hanno subito un’accelerazione ribassista dopo l’apertura americana: Parigi -1,46%, Francoforte -1,10%, Londra -0,74%. A Milano il FTSE MIB archivia le contrattazioni a 20.480,08 punti, -1,56%, e il FTSE All Share a 20.991,71, -1,46%. All’interno del paniere delle blue chip il calo è guidato da Mediolanum -3,19%, e Intesa Sanpaolo -2,74%. Denaro invece su Lottomatica 4,61%. Sul fronte delle valute l’euro ha ripreso ad apprezzarsi nei confronti del dollaro superando quota 1,29. Il petrolio è scambiato a 75,6 dollari al barile.

IT0004231566 BANCO POPOLARE
Gli acquisti tornano da interessare il comparto bancario ma gli operatori danno prova di privilegiare alcuni istituti a discapito di altri. Le quotazioni di Banco Popolare infatti mostrano un calo dell’indice di forza relativa rispetto ai principali competitor italiani (Intesa Sanpaolo e Unicredit). Questo fatto potrebbe essere il riflesso di un processo di stock selection che sta avvantaggiando le banche che secondo le attese saranno colpite in misura inferiore dagli stress test, il cui esito potrebbe comportare da parte di alcuni Gruppi ulteriori sforzi per irrobustire la propria patrimonializzazione. Nonostante i rialzi registrati nelle scorse settimane i corsi di Banco Popolare continuano a rimanere inseriti in un trend neutro-negativo di medio termine. Il ritracciamento che ha colpito i mercati nella seconda metà del mese scorso ha costretto le quotazioni del Banco Popolare a stornare ancor prima di raggiungere la resistenza dei 5 euro. Questo è il livello più significativo da abbattere al fine di riportare l’impostazione di breve periodo in positivo. Il segnale di forza che ne scaturirebbe potrebbe portare ad un allungo verso l’area dei 5,50 euro. Nel caso in cui il titolo riperdesse quota, il supporto a 4,50 euro è candidato a respingere la forze ribassiste. Un suo fallimento suggerirebbe di chiudere le posizioni in corrispondenza dei 4,30 euro.

FUTURES ITALIANI
La fase di rallentamento nella tendenza rialzista di breve termine si è trasformata in una spinta ribassista nella seconda parte di giornata. Un movimento che è stato guidato da un newsflow negativo, conseguenza di indicatori macro statunitensi peggiori del consensus. Tecnicamente la tendenza di breve si modifica in neutrale, anche se operativamente riteniamo ancora la strategia Long in Buy Up quella dotata di maggiore profittabilità in termini di rischio/rendimento. Diversamente l’approccio in Buy area non è conveniente in questa fase di indecisione così come appare prematura una strategia di vendita sulla forza.



