Report Fida su Azioni e Futures della Borsa di Milano del 26 Febbraio 2010
A cura di

Nel corso della settimana i mercati azionari hanno eroso buona parte dei guadagni realizzati nell'ottava precedente. Gli indicatori di fiducia hanno dato segnali di debolezza sia in America, dove la fiducia dei consumatori è caduta da 56,5 a 46 punti, che in Europa, dove il sentiment economico ha riportato una battuta d'arrestato dopo 10 rialzi consecutivi. Anche il mercato immobiliare statunitense è in affanno, sebbene l'indice Shiller dei prezzi delle case si sia ridotto del 3,1% a/a, le vendite di nuove case hanno registrato il sesto calo consecutivo, e quelle di case esistenti hanno consolidato il crollo di dicembre cedendo il 7,2% m/m in gennaio. Anche se la variazione del Pil USA nel quarto trimestre 2009 è stata rivista al rialzo dal 5,7% al 5,9%, la ripresa dell'economia americana lancia segnali di fragilità: le richieste di sussidi di disoccupazione sono tornate ai livelli del novembre scorso, e gli ordinativi core di beni durevoli sono diminuiti dello 0,6%, mentre il consensus si attendeva un incremento. L'Eurozona continua a fare i conti con il "caso Grecia", tra l'ipotesi di un piano di aiuti e l'intensificarsi del braccio di ferro tra Germania e lo stato ellenico. Sui mercati la logica dello stock picking è favorita dalla pubblicazione dei bilanci 2009. Il FTSE MIB chiude le contrattazioni a 21.068,32 punti: -3,23% dallo scorso venerdì, -9,38% da inizio anno.
IT0000062957 Mediobanca
Mediobanca ha da poco pubblicato il bilancio semestrale relativo alla prima metà dell'esercizio 2009-2010. Ciò che emerge è un miglioramento generalizzato della redditività del Gruppo sia dal punto di vista operativo che straordinario. I ricavi risultano in crescita del 22% rispetto allo stesso periodo dell'esercizio precedente. I costi di struttura sono aumentati in misura inferiore rispetto ai proventi permettendo al risultato operativo di passare da 600 a 750 milioni di euro. Nell'analisi della parte bassa del conto economico si possono fare due constatazioni: le rettifiche su crediti rimangono elevate, 30% rispetto al periodo di raffronto, mentre le riprese di valore su altre attività finanziarie sono più che dimezzate. Questo fatto ha fortemente concorso alla crescita dell'utile, da 100,3 a 270,1 milioni di euro. La relazione semestrale non è stata sufficiente ad invertire il trend negativo di medio periodo intrapreso dalle quotazioni, né è riuscita a permettere un superamento "stabile" della resistenza a 7,80 euro. La tendenza dei prezzi nel breve termine è invece passata in una posizione di neutralità ma suggeriamo di attendere un segnale di forza prima di acquistare il titolo. Un'indicazione dell'assopimento dell'orso giungerebbe se i corsi riuscissero a registrare una chiusura al di sopra dell'area resistenziale suddetta. La ripartenza degli acquisti potrebbe spingere le quotazioni fino a 8,30 e 8,50 euro.

Futures Italia
La settimana di contrattazione per il future sul FTSE Mib si conclude con la formazione di un Engulfing Bearish che non lascia trasparire segnali di positività per la prossima ottava. Tecnicamente abbiamo assistito ad una partenza al rialzo, con i prezzi del derivato che si sono arresi però alla prime resistenze statiche, con una sostanziale riduzione della volatilità. Operativamente le strategie si confermano duplici, con un Sell down alla rottura del precedente Pivot Low ed un Buy Area all'approssimarsi dell'importante supporto statico dei 20.500 punti.



