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Report Fida su Azioni e Futures della Borsa di Milano del 4 Febbraio 2010

Redazione TTM - 05/02/2010 10.11.00

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Le perdite dei listini azionari erodono interamente i guadagni realizzati nel rimbalzo delle scorse sedute. L'apertura di Wall Street ha confermato la view negativa degli operatori cui hanno contribuito l'inatteso aumento delle richieste di sussidio di disoccupazione e il calo oltre le attese del costo del lavoro negli USA. L'acutizzarsi dei timori di stabilità finanziaria nel Vecchio Continente ha fatto il resto. Il Dow Jones è in calo dell'1.71%, lo SP500 dell'1.92%, il Nasdaq dell'1.88%. In Europa Parigi cede il 2.57%, Francoforte -2.43%, Londra -2.25%. Il ribasso di Piazza Affari è più forte: il FTSE MIB archivia la seduta a 21,404.82 punti, -3.45%, e il FTSE All Share a 21,938.10, -3.34%. All'interno del paniere dei titoli a maggiore capitalizzazione le vendite colpiscono in particolar modo il comparto finanziario: Intesa Sanpaolo -5.33%, Mediobanca -5.24%, Unicredit -5.01%, Banca Popolare di Milano -4.83%, Generali -4.66%. Lettera anche su Cir -5.46%. Nessun componente del FTSE MIB riporta una variazione positiva. Limita le perdite Snam Rete Gas -0.37%. Sul fronte delle valute la moneta unica è in forte calo nei confronti delle principali divise: il cross euro/dollaro è sceso a 1.376. Recupera terreno invece lo yen. Il petrolio è scambiato a 73.35 dollari al barile.

 

IT0003497168   Telecom Italia


La possibilità che la compagnia spagnola Telefonica acquisisca Telecom Italia è una notizia che tiene banco in tutte le agenzie di stampa. L'attenzione degli operatori verso questa operazione è tale da far passare quasi inosservato il successo del collocamento presso investitori istituzionali del bond da 1,25 miliardi di euro con scadenza febbraio 2022. L'importanza strategica ed economica che la società di telefonia riveste per la nazione ha immediatamente tirato in ballo il governo. Il ministro per lo sviluppo economico, Scajola, ha incontrato l'a.d. di Telecom, Franco Bernabè, ed ha chiarito che il governo si propone di affrontare la questione del futuro dell'azienda nel rispetto delle regole del libero mercato. Le voci sull'ok politico alla fusione erano già state smentite nei giorni scorsi ma ciò non ha frenato gli scambi sul titolo.
Dopo aver superato la resistenza posta a 1,15 i prezzi hanno invertito rotta e hanno dato vita a un movimento di storno. Le prese di beneficio d'altro canto si sono fermate in corrispondenza del supporto a 1,10 euro. Se l'interessamento degli addetti ai lavori osservato in questi giorni dovesse continuare nelle prossime sedute permettendo alle quotazioni del titolo di superare stabilmente l'area resistenziale sopraindicata verrebbe generato un importante segnale di forza che suggeriamo di sfruttare con una strategia buy up che abbia come target il ritorno dei corsi sui massimi registrati lo scorso anno a 1.25 euro.

 

Futures Italia

Un Jeb diretto. Non si può definire in altro modo la potenza che si è abbattuta oggi sul future sul FTSE MIB, con le quotazioni che hanno oscillato di circa 900 punti. Una fase di indebolimento nella prima parte di giornata che si è acutizzata sensibilmente nella seconda, con i rinnovati timori sul mercato del lavoro statunitense che hanno favorito l'ondata di vendite intraday. Operativamente dobbiamo necessariamente adottare strategie Short con il duplice approccio, Sell Area-Sell Down, con il primo che continuiamo a ritenere preferibile rispetto al secondo in termini di rischio-rendimento.

 

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