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Report Fida su Azioni e Futures della Borsa di Milano del 5 Febbraio 2010

Redazione TTM - 08/02/2010 15.11.00

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L'ottava trascorsa sembrava candidata a conoscere un rimbalzo delle piazze azionarie, invece a partire da mercoledì le vendite sono tornate ad imperversare sui mercati. L'acutizzarsi del rischio di insolvenza nel Vecchio Continente va annoverato tra i principali fattori scatenanti di quest'ondata di panico. Tra i paesi più esposti vi sono Grecia e Spagna. Questo fatto hanno avuto come immediato risvolto un indebolimento dell'euro, sceso sotto quota 1.37 nei confronti del dollaro. Altri elementi di tensione si sono registrati a livello geopolitico e riguardano in primo luogo i rapporti tra USA e Cina. Tra le notizie macro hanno giocato un ruolo importante i dati sul mercato del lavoro statunitense che hanno disatteso le stime degli analisti a proposito dei nuovi posti di lavoro che si sono ridotti di 20.000 unità in gennaio anziché crescere come previsto. Inoltre è stato rivisto al ribasso il dato di dicembre -150.000 unità invece di -85.000. Tra gli altri indicatori non si registrano invece tensioni degne di nota. Il FTSE MIB ha ceduto nel corso della settimana il 4,93%, chiudendo a 20.815,88 punti. L'indice italiano si trova ora in prossimità del massimo disegnato a maggio dello scorso anno, livello tecnico estremamente importante che giocherà un ruolo chiave negli scambi della prossima settimana. La quarta settimana consecutiva in rosso porta il bilancio da inizio anno a -10,46%.

 

IT0000064854     UniCredit


Giovedì della scorsa settimana, in un comunicato stampa il Gruppo ha reso noto che durante il periodo di opzione sono state sottoscritte il 98,23% delle nuove azioni ordinarie di nuova emissione. I diritti non esercitati nonché quelli derivanti dalle eventuali revoche delle sottoscrizioni saranno offerti in Borsa. Alla luce di questi numeri si può quindi affermare che l'operazione di aumento di capitale è stata un vero successo e ribadisce la fiducia degli investitori nei confronti di Unicredit nonostante il periodo critico che il comparto bancario sta conoscendo. Tuttavia queste notizie non sono state sufficienti ad arrestare il trend negativo delle quotazioni del colosso del credito italiano. Dal punto di vista grafico possiamo notare che i prezzi del titolo Unicredit, dopo aver rotto l'importante supporto posto a 2,20, stanno ora cercando di limitare le perdite affidandosi all'area 1,90 euro. L'estrema volatilità dei mercati e la violenta correzione in atto suggeriscono un approccio cauto per quanto riguarda le strategie long. Se le vendite su Unicredit dovessero continuare a prevalere vi potrebbero essere tentativi di rimbalzo a partire da 1,80 ma il supporto più significativo è senza ombra di dubbio quello posto a 1,60. Il giudizio negativo sulle quotazioni verrebbe modificato solo in caso di superamento della resistenza dei 2,20 euro.

 

Futures Italia

Un Jeb diretto. Non si può definire in altro modo la potenza che si è abbattuta venerdì sul future sul FTSE MIB, con le quotazioni che hanno oscillato di circa 900 punti. Una fase di indebolimento nella prima parte di giornata che si è acutizzata sensibilmente nella seconda, con i rinnovati timori sul mercato del lavoro statunitense che hanno favorito l’ondata di vendite intraday. Operativamente dobbiamo necessariamente adottare strategie Short con il duplice approccio, Sell Area-Sell Down, con il primo che continuiamo a ritenere preferibile rispetto al secondo in termini di rischio-rendimento.

 

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