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Rischi e opportunitą sulle obbligazioni Usa

Rocki Gialanella - 03/10/2007 12.46.00

 

 A cura di www.fondionline.it

 

Il dollaro ha ormai superato la soglia psicologica di 1,40 euro. Pensate che per un investitore europeo possa essere un buon momento per puntare sulla chance di rivalutazione della valuta Usa attraverso un fondo obbligazionario che investe su titoli denominati in Usd?

 

Su base storica i livelli attuali del biglietto verde sono particolarmente appetibili: il dollaro si trova ai minimi assoluti contro l'euro e, contro le principali valute internazionali, si trova al minimo dal 1992. Sebbene le condizioni di carattere strutturale e ciclico che spiegano il deprezzamento degli ultimi anni non sono ancora del tutto venute meno, si deve valutare quanto le autorità di politica monetaria e fiscale americane siano disposte a tollerare un'ulteriore debolezza della loro moneta: un intervento concertato anche con le altre banche centrali potrebbe mettere un freno al trend. Ci sono quindi buone ragioni per costituire una posizione in dollari; consigliamo di farlo in modo graduale nelle prossime settimane, ma con la pazienza di sopportare l'elevata volatilità della scommessa.

 

Quali accorgimenti state apportando al vostro portafoglio -in termini di duration e rating dei titoli- per far fronte ai cambiamenti intervenuti nella politica monetaria della Federal Reserve?

 

Lo scenario macroecomico e finanziario è ancora molto incerto: ciò rende difficile valutare in modo fondamentale il livello dei tassi di interesse. Per questo motivo nel prossimo mese manterremo la duration in linea con quella del portafoglio, ma privilegeremo la parte a breve della curva rispetto a quella a lunga. Durante l'impennata di avversione al rischio di agosto abbiamo aumentato l'esposizione a titoli con rendimento più elevato rispetto ai titoli governativi, in particolare titoli emessi da agenzie ed enti sovranazionali con merito di credito AAA e garantiti dai governi nazionali.

 

Quali criteri si selezione utilizzate per scegliere i titoli da inserire in portafoglio?

 

Riteniamo che il processo di selezione dei titoli sia veramente rilevante per titoli con rischio di credito e non per quelli governativi. Preferiamo utilizzare strategie di direzionalità, curva e valuta, basate sull'integrazione tra analisi qualitativa e strumenti quantitativi.

 

Pensate che la Fed abbia definitivamente abbandonato un approccio di politica monetaria restrittiva o che l'ultimo provvedimento espansivo rappresenti soltanto un intervento di emergenza?

 

La Fed ha dimostrato di prendere in seria considerazione i rischi connessi alla crisi finanziaria esplosa in agosto, temendo un ulteriore indebolimento del settore immobiliare e un possibile contagio alla domanda domestica. La risolutezza delle azioni e dei toni usati dalla banca centrale ha portato sollievo ai mercati almeno nell'immediato. Le prospettive restano però molto incerte; il mercato si attende ulteriori tagli del costo del denaro verso il 4,25% nel giro di pochi mesi; tuttavia, i rischi di inflazione che fino a luglio erano preponderanti per la Fed, sono diminuiti solo nella prospettiva che l'economia USA rallenti ulteriormente rispetto ai livelli attuali. Il nostro scenario principale è che l'economia non entrerà in recessione, ma subirà un rallentamento nei prossimi due trimestri per poi ritornare a crescere in linea con il potenziale sulla fine del 2008. Se così fosse la Fed potrebbe lasciare i tassi tra il 4% e il 4,5%, livello che riteniamo essere neutrale per la crescita e l'inflazione.

 

 

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