Sigaro Toscano in Borsa non prima del 2011
La storia del sigaro Toscano nasce circa 2 secoli fa la società è stata privatizzata nel 2004 con la vendita da parte di ETI (l'ente tabacchi) alla BAT (British american tobacco) e questi l'ha poi rivenduta al gruppo Maccaferri 2 anni fa. Il gruppo bolognese è azionista (unitamente a Montezemolo, il presidente Regina e il prof. Gnudi) con la maggioranza assoluta ha una presenza molto articolata spaziando dall'ingegneria civile e meccanica, all'ambiente, all'immobiliare fino all'alimentare con Eridania. Manifattura Sigaro Toscano opera produce sigari e sigaretti, una nicchia di qualità rispetto al vasto settore rappresentato dalle sigarette, che però un po' in tutti il mondo deve far i conti con una forte riduzione dei consumatori causa le campagne salutiste. Il sigaro è invece stabile essendo il consumatore molto più affezionato al prodotto, inoltre si registra un discreto successo anche tra le donne (passate dall'1 al 4% dei consumatori). La società produce in toscana col tabacco nazionale per l'80% ed è presente in pochi mercati (Europa occidentale e Australia).
Il piano industriale presentato prevede nel 2010 un fatturato a 100 mln di euro (nel 2007 sono stati 74) in cui l'estero conta ormai per il 30% grazie all'espansione in Sudamerica e Cina. Ma il clou sarà lo sbarco negli USA che rappresentano metà del mercato mondiale. Sigaro Toscano ha acquisito il marchio ticinese Pedroni, di qualità inferiore rispetto al prodotto toscano ma che completa bene la gamma prodotti. Dall'acquisizione del gruppo bolognese Sigaro Toscano ha avuto un giovamento in termini di aumento dei ricavi e reddituale dato che l'EBITDA si posizionerà nel 2008 attorno al 30% (un livello che contano di mantenere anche in futuro e che corrisponde alla best practice internazionale). Si prevede un Roe al 16% ed un Roic al 19%, da un punto di vista finanziario il rapporto indebitamento netto/EBITDA dovrebbe scendere sotto i 2x nel 2008. Secondo il presidente del gruppo Gaetano Maccaferri la quotazione non è all'ordine del giorno a meno di operazioni straordinarie come acquisizioni importanti o entrata sul mercato americano.


