Terna aumenta gli investimenti
Nel quinquennio 2010-14 gli investimenti complessivi della società romana si attesteranno a 4,3 mrd, oltre a 300 mln destinati al fotovoltaico, e in gran parte saranno di sviluppo. In vista 4 nuove interconnessioni per 2.000 MW 2 con l'estero (Montenegro e Francia) e 2 con le isole maggiori che consentiranno di diversificare i fornitori d'energia e di trasportare la produzione energetica meridionale. Allo studio altre opere con i vicini paesi dell'est (monitorati anche al fine di qualche acquisizione) e dell'Africa del nord. Al termine del piano strategico si giungerà ad un efficientamento che consentirà di risparmiare sui 4.000 MW di produzione che dovrebbe tradursi in un risparmio finale degli utenti, in particolare in quelle regioni disagiate come la Sicilia ove l'energia costa il 30% in più del resto d'Italia. L'A.D. Cattaneo, che non si è voluto esprimere in merito al nucleare, si è soffermato in particolare criticando la lentezza burocratica, in un business in cui le autorizzazioni ministeriali sono centrali, che resta il più temibile avversario della società e soprattutto dei suoi progetti di sviluppo. La crisi ha colpito anche qui anche se meno che altrove e per ritornare alla domanda d'elettricità picco del 2007 bisognerà aspettare almeno 2 anni.
L'Ebitda è previsto in aumento dal 74 al 77% al 2014, i ricavi (a 1.350 mln nel 2009) aumenteranno annualmente del 6%, i dividendi, posizionati già al 6,4%, aumenteranno del 4%. Quanto all'indebitamento, previsto in ascesa a ragione degli investimenti, dovrebbe essere contenuto fino al 60% del RAB (il capitale investito regolamentato) ed è suddiviso equamente tra tasso fisso e variabile.


