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Top Trader Cup: intervista a Mirko Monacchi

Boris Secciani - 20/02/2008 15.11.00

Mirko Monacchi è una vecchia conoscenza della Top Trader Cup dove ha ottenuto piazzamenti di tutto rispetto (terzo sia nel 2007 che nel 2004) nella categoria azioni, la sua parabola è piuttosto indicativa di come si possa arrivare al trading attraverso varie vie.

 

Come ha cominciato ad affacciarsi al mercato azionario ?


Per puro caso, circa una decina di anni fa a mio padre nella sua banca di riferimento fu consigliato un investimento in azioni anziché il solito acquisto di titoli di Stato, per questo ho cominciato a interessarmi ai mercati, per aiutare mio padre con i suoi investimenti. Da allora non ho più smesso.

 

Su quali mercati opera e come descriverebbe il suo stile di trading ?

 

Opero quasi esclusivamente su azioni italiane, di solito blue chip del S&P/Mib, titoli su cui posso piazzare ordini da 20, 30mila euro di liquidità senza problemi. Di solito non opero mai con un orizzonte temporale superiore alla giornata , mi servo di grafici a barre orarie e 30 minuti, di solito entro in corrispondenza di break-out. Per quanto riguarda le mie posizioni di solito non ne tengo mai più di due, una long e una short.

 

Lei opera come trader a tempo parziale o a tempo pieno ?

 

A tempo parziale, io faccio il tornitore e per me l'attività sui mercati è una fruttuosa integrazione, non è mia intenzione diventare un trader a tempo pieno.

 

Che ricordi ha della Top Trader Cup ?

 

L'anno scorso è stata la mia quinta partecipazione, oltre al 2007, mi sono piazzato sempre al terzo posto nell'azionario nel 2004. È un'ottima occasione per testare la propria abilità e conoscere altri trader con cui confrontare le proprie conoscenze.

 

Quale è l'elemento più importante di un buon trader ?

 

La preparazione psicologica è senz'altro un elemento fondamentale, diciamo che comprende un buon 50%-60% di ciò che serve per riuscire in questo mestiere. L'essere in grado di non lasciare che le perdite finiscano fuori controllo è altrettanto importante che azzeccare la giusta direzione.

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