La volatilità dell'oro
A livello di mercati il vero grande vincitore dell'ultimo anno è senz'altro l'oro. Ricorderete qualche tempo fa feci previsioni per la continuazione del bull market furioso della seconda metà del 2007 nel 2008 (http://www.toptrader-mag.com/ttm/oro-nero-c-oro) citando fra gli altri un prezzo in termini reali ancora molto lontano dai massimi storici di inizio anni 80. In un articolo di previsioni dell'ultimo dell'anno indicai fra i possibili trend del 2008 l'oro a quota mille sul future di New York. Neh devo confessare che all'epoca l'avevo scritta se non come una boutade, quanto meno come una previsione un po' azzardata, quanto meno non pensavo ci si arrivasse vicino così in fretta. Vedere il metallo prezioso per antonomasia scambiare a 940-950 (seppure con una certa volatilità) all'alba di febbraio fa una certa impressione.
A questo punto cosa succederà ? Premesso che nell'immediato non ci sarebbe da stupirsi di vedere quota mille, se non altro per la spaventosa quantità di liquidità che si sta riversando su questo mercato: basti pensare che, secondo un rapporto di Merrill Lynch Commodity Research, la quantità di oro fisico detenuta dagli Etf specializzati ha raggiunto a fine 2007 le 170 tonnellate, in crescita del 26% in soli sei mesi. I fondamentali di medio-lungo termine se si analizzano i fondamentali di medio e lungo termine il quadro è un poco più confuso. Partiamo dall'offerta: gli analisti della casa americana fanno notare come essa stia aumentando, anche se come sta succedendo praticamente per ogni risorsa i costi di produzione stanno salendo a ritmi notevoli. Le vendite delle banche centrali non sono più un elemento particolarmente rilevante nel mercato.
Dal punto di vista della domanda bisogna distinguere la domanda a scopi industriali e quella a scopi di investimento. Primo caso: probabilmente se vi è un calo della crescita mondiale un po' dovrebbe risentirne anche la domanda di gioielli (fortissima in Usa e nelle potenze emergenti di India, Cina e Medio Oriente), quanto e come dovrebbe risentirne francamente non è dato sapere. La mia impressione e ribadisco che si tratta di un'impressione è che a livello industriale vi sia un sostanziale equilibrio che non giustificherebbe né una grande crescita né una sciacquata nelle quotazioni. Gran parte dei movimenti è dovuta al fatto che l'oro è sempre più "finanziarizzato" (scusato l'orrendo vocabolo) e sta tornando ad avere, giustamente o meno, il ruolo di bene rifugio. A questo punto una scommessa sull'andamento futuro dei prezzi diventa una scommessa a) su una ripresa economica piuttosto che b) su un aggravio delle condizioni.
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